Professore Associato presso la School of Management del Politecnico di Milano e co-fondatore di LEADIN'Lab, Laboratorio di LEAdership, Design and Innovation. Gli interessi di ricerca di Claudio Dell'Era si concentrano sui temi Design Thinking e Design-Driven Innovation. Ha pubblicato più di 50 articoli scientifici in riviste internazionali come Journal of Product Innovation Management, Long Range Planning, R&D Management, International Journal of Operations & Production Management, Industry & Innovation, International Journal of Innovation Management.
Il Design Thinking, approccio basato sull’abilità di integrare capacità analitiche con attitudini creative, sta permeando vari settori: dalla consulenza direzionale alla trasformazione digitale fino alla progettazione delle interfacce.
L’importanza del Design Thinking
Il Design Thinking è un approccio all’innovazione che si basa sull’abilità di integrare le capacità analitiche frequentemente supportate da metodologie e tecniche quantitative con le attitudini creative basate su processi di inferenza maggiormente sintetici e diretti.
Inizialmente diffusosi come approccio all’innovazione principalmente adottato da agenzie e studi di design come IDEO, Frog oppure Fjord, il Design Thinking sta descrivendo nuove dinamiche di diffusione permeando in settori molto diversi, ma soprattutto impensabili sino a 10 anni fa.
Le società di consulenza direzionale si sono rese protagoniste negli ultimi 5-7 anni di importanti acquisizioni nei confronti di agenzie e studi di design, probabilmente con lo scopo di completare il proprio portafoglio di servizi da un lato, ma anche rinnovare il proprio posizionamento di mercato dall’altro. Per esempio (ecco una lista completa):
Deloitte ha acquisito Doblin, Flow Interactive e Mobiento tra le altre
PwCha acquisito Intuity e Optimal Experience
Accentureha acquisito Fjord
Design Thinking e software house
In maniera relativamente analoga i grandi produttori di software si stanno sempre più interessando al Design Thinking come modello di sviluppo da integrare ai metodi agili per affrontare le sfide della trasformazione digitale. Le competenze progettuali associate alle interfacce digitali diventano pertanto fondamentali non solo per le agenzie di UX/UI design, ma anche per i grandi sviluppatori di software. In tal senso basta pensare alla metodologia Design Sprint proposta da Google Ventures, in cui vengono integrati gli approcci Design Thinking and Lean Startup al fine di generare una metodologia a supporto dello sviluppo di prodotti digitali.
In realtà Google è solo un esempio tra i grandi produttori di software che si sono avvicinati all’approccio Design Thinking. PwCha fondato a Roma l’Experience Centre con il preciso intento di fornire alle aziende, che devono affrontare un processo di cambiamento operativo, culturale, manageriale e tecnologico, gli strumenti necessari per trovare in tempi rapidi (settimane e non mesi) nuove soluzioni
Il nuovo ecosistema del Design Thinking
A fronte di un ecosistema che si sta riconfigurando in maniera radicale attraverso l’ingresso di una pluralità di attori, gli innovatori distribuiti in differenti settori si interrogano su quale sia il valore aggiunto offerto dal Design Thinking rispetto agli approcci tradizionali di innovazione e su come adottarlo. L’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano si propone di delineare un quadro robusto e completo su quali sono i business model emergenti all’interno di tale ecosistema, nonché evidenziare quali sono gli impatti che esso determina sulle performance di un’organizzazione.
Cabirio Cautela, Claudio Dell’Era e Luca Gastaldi – Direttori dell’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano
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